19 ottobre 2017

FAQ – Domande frequenti

Per quale motivo dovrei rivolgermi ad uno psicoterapeuta?

Nella mia esperienza clinica molti pazienti avviano una richiesta di consultazione perché afflitti da uno o più sintomi che reputano limitanti per il proprio benessere sociale, relazionale, lavorativo. In altri casi è il mondo esterno che rimanda all’individuo una crescente preoccupazione dovuta ad atteggiamenti, stati d’animo, agiti che fino a qualche tempo prima non gli appartenevano. Per esempio:

-Non riesco a respirare: E’ un attacco di panico o un principio d’infarto?

-Da quando ho avuto Matteo mi sento stanca e affaticata e non riesco a gioire della mia situazione di neo mamma: non avrò la depressione post-partum?

 

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

 

Quando devo rivolgermi a uno psicologo?

Possono richiedere l’intervento di uno psicologo tutti coloro che vogliono lavorare per il proprio benessere, incrementare, incentivare e mantenere le proprie risorse e competenze psichiche, essere supportati durante  il naturale processo del ciclo di vita (adolescenza, genitorialità, senilità) o in condizioni di affaticamento psichico (separazione, divorzio, lutto). E’ possibile che lo psicologo venga attivato per intervenire nella prevenzione del disagio sociale e mentale, nello sviluppo delle competenze trasversali o specifiche quali la comunicazione o la performance sportiva.

Quando devo cercare uno psicoterapeuta?

L’intervento dello Psicoterapeuta è indicato quando è presente nel paziente una sofferenza psichica manifestata attraverso sintomi più o meno evidenti come ansia generalizzata, insonnia o inappetenza. Questa figura ha le necessarie competenze per lavorare nell’ambito della psicopatologia. Il terapeuta affronta, in alleanza con il paziente, i nodi evolutivi irrisolti ed incentiva il cambiamento funzionale. E’ possibile rivolgersi ad un terapeuta anche in assenza di una patologia, questo avviene normalmente per soggetti che hanno intenzione di lavorare per conoscere nel profondo se stessi, accrescere e sviluppare nuove competenze, sciogliere vecchi legami.

Quando mi serve invece uno psichiatra?

Lo Psichiatra è orientato a trattare i disturbi psichici dal punto di vista medico, considerando il funzionamento biochimico e neurale. Si accede alla consulenza psichiatrica quando è necessario fornire un supporto farmacologico temporaneo o continuativo a seguito di una sofferenza psichica. Più sussiste una compromissione della qualità di vita (non riesco più a lavorare, a stare tra la gente), più è indicato rivolgersi a questa figura. In molti casi terapeuta e psichiatra collaborano congiuntamente nella relazione d’aiuto rivolta al paziente.

Per un approfondimento sulle principali differenze tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra, potete consultare l’articolo che ho dedicato a questo argomento sul mio blog: “ho un problema psicologico, a chi devo rivolgermi?”

 

Quanto dura un trattamento terapeutico?

Per indicare una tempistica affidabile il professionista deve poter possedere alcune informazioni sullo stato del paziente:

  • Formulare una diagnosi nosografico descrittiva (Disturbo da Ansia Generalizzato, Disturbo Ossessivo Compulsivo)
  • Formulare una diagnosi funzionale (come funziona la persone in questo momento)
  • Riconoscere le risorse interne ed esterne a cui il paziente può attingere (capacità introspettiva, supporto amicale, etc)
  • Riconoscere i limiti del paziente (quanto è rigida la difesa che ha dovuto installare, da quanto tempo è in sofferenza, di quali certezze è stato privato)

Normalmente queste informazioni si ottengono nei primi 3 colloqui (cosiddetti diagnostico anamnestici)

Una volta ricostruito il quadro generale il terapeuta deve indicare, con una certa precisione, il percorso che intende costruire con il paziente definendo, oltre alla durata, momenti di verifica del lavoro svolto, micro e macro obiettivi intermedi e il possibile risultato finale.

Nella mia esperienza ho lavorato con pazienti che hanno necessitato solo di uno, due colloqui, sufficienti per fare ordine in un momento di grande confusione. Altri hanno affrontato un percorso breve focale (15/20 sedute) in conformità alle loro caratteristiche. Vi sono  poi pazienti che richiedono un supporto continuato nel tempo per i quali è indicato un contratto terapeutico prolungato. Un buon terapeuta deve ottimizzare il tempo e le risorse del paziente, incentivare l’autoterapia e l’indipendenza funzionale. La terapia NON deve essere un’altra dipendenza, ci si appoggia fino a che si ha bisogno e solo nella misura in cui il bisogno necessita la terapia.

 

Cosa vuol dire “benessere psicologico”?

Il benessere psicologico è una condizione di equilibrio fra la persona con le sue necessità e le sue risorse, e l’ambiente in cui vive. Si tratta di una condizione dinamica, in continuo mutamento, il cui equilibrio non è dato a priori ma è il risultato di una valutazione che la persona fa della propria qualità di vita, e dipende da numerosissimi fattori individuali, relazionali e ambientali.

 

Quando un comportamento è patologico?

Il comportamento è patologico quando causa un disagio conscio esprimendosi in sintomi, quando è disadattivo e rigido, tale da ostacolare la possibilità di raggiungere uno stato di sicurezza e piacere, di perseguire una soddisfacente condizione di autorealizzazione o un accettabile funzionamento sociale , quando, infine porta l’individuo ad un insanabile conflitto con se stesso e con l’ambiente. [cit. M.C. Gislon]

 

Quanto costa una psicoterapia?

L’onorario richiesto per una seduta di psicologia clinica non è stabilito dall’ordine professionale che ne indica solo un  range. Sul mercato troviamo quindi un ampia varietà di offerte. Un Terapeuta formato può chiedere mediamente dalle 60 alle 100 euro per seduta individuale. Ci sono poi professionisti che formulano una sorta di pacchetto o ciclo d’incontri con tariffazione agevolata. Le prestazioni cliniche, essendo materia di sanità, non sono assoggettate a iva. A carico del paziente andranno aggiunte quindi solo il 2% del contributo previdenziale e una marca da bollo di euro 2 per fatture superiori a € 77,47.

 

E’ possibile detrarre le spese sostenute per la Psicoterapia?

Si, la circolare n°20 del 13 maggio 2011 dell’Agenzia delle Entrate specifica la possibilità di detrazione per tutte quelle prestazioni psicologiche che hanno direttamente a che fare con il benessere e la salute di un paziente:

  • Colloqui individuali, di coppia, di gruppo
  • Psicodiagnosi
  • Sedute di sostegno e di consulenza
  • Certificazioni e relazioni e progettazione d’intervento
  • Abilitazione e riabilitazione psicologica
  • Psicoterapia
  • Psicologia Giuridica

In concreto, la detrazione Irpef per tali prestazioni è pari al 19% a partire da 129,11 euro. La attività clinica psicologica viene dunque equiparata fiscalmente a quella medico sanitaria.