19 ottobre 2017

Il lavoro d’equipe

La forza del gruppo: l’equipe

Vorrei affidare il mio problema ad un esperto che sappia affrontare ogni aspetto del mio malessere; conoscete per caso un tuttologo?!

Ovviamente è una provocazione. Ritengo per lo meno pericoloso affidarsi ad un professionista che si attribuisca la capacità di affrontare ogni tipo di problematica senza dover mai richiedere l’intervento di altre figure professionali. Come poter fare allora per non vedersi “rimbalzati” da uno specialista all’altro, ricominciando ogni volta da capo? Un buon terapeuta deve essere in grado di trasformare i limiti in risorse. Così l’impossibilità di conoscere e fare tutto diviene l’opportunità di collaborare con altri esperti, uniti nello scopo di ricreare il benessere perduto oltre a tutelare quello rimanente.

Quando si ha a che fare con il disagio mentale si deve essere pronti a rispondere alle differenti complessità che il paziente porta con se. In alcuni casi il lavoro terapeutico necessita di una molteplicità di figure professionali che orbitano nell’area della relazione d’aiuto. Così come una madre preoccupata per l’imminente nascita del proprio figlio vorrebbe poter contare su di un pediatra sensibile al suo stato d’animo, un ginecologo attento e una ostetrica affidabile, anche una donna con importanti problemi alimentari dovrà poter essere supportata da un nutrizionista,  da un internista oltre che dallo psicoterapeuta. Ognuna di queste figure dovrebbe quindi essere capace di un’ampia cooperazione mantenendo però la propria specificità e autonomia di campo. Professionisti che collaborano e condividono gli stessi principi etici offrono una maggiore e più proficua capacità nel prendersi cura del paziente. Se il terapeuta verrà eletto dal paziente come “case manager” allora spetterà a lui tenere le fila dell’equipe, gestire la relazione tra le parti, coordinare gli interventi e sincerarsi che ognuno abbia una visione più completa possibile del caso in oggetto. Suo sarà il compito, una volta autorizzato dal committente, di fornire le informazioni anamnestiche, la diagnosi e il quadro clinico funzionale agli altri collaboratori, suo sarà l’onere di essere il punto di riferimento interno ed esterno a cui il paziente potrà affidarsi.

Durante questi anni di inteso lavoro ho avuto il privilegio e la fortuna di incontrare alcune Persone [prima che professionisti] stimate, con le quali ho deciso di attivare una rete di intervento e di collaborazione:

  • Area Psi: Psicoterapeuti dell’età evolutiva – Psichiatra – Neuropsichiatra – Logopedista – Psicomotricista
  • Area Medica: Neurologo – Internista – Fisiatra – Dietologo – Nutrizionista – Ginecologo – Dermatologo – Urologo – Geriatra
  • Area Assistenziale e Legale: Avvocato – Educatore – Ass.Sociale – Operatore Socio Sanitario

Non solo persone fisiche ma centri ed equipe qualificate supportano il cambiamento verso il benessere. La presenza decennale nel territorio mi permette di avere una visone ampia dei servizi offerti orientando così l’intervento anche al di fuori del setting clinico.

Il centro clinico e il poliambulatorio 

La scelta di operare nel settore privato attraverso alcuni centri polispecialistici nasce dall’esigenza di condividere e mantenere nei professionisti una visione sempre presente e aggiornata della persona che vi accede. Essere non solo rete ma punto di riferimento per il benessere allontana nel paziente il peso della confusone, dell’incertezza dovuta all’emergere o all’aggravamento di una sofferenza fisica, psichica o sociale.

“Lo studio che accoglie la terapia è uno spazio protetto, intimo, ma è anche dotato di porte e finestre che aprono al mondo; solo chi è all’interno ne può decidere l’apertura perché altri possano accedervi e sostenere l’aiuto”