Menopausa: sessualità dopo i 50 anni

Quando si parla di menopausa nel mondo web  l’attenzione è rivolta prevalentemente all’aspetto biologico, ai possibili rimedi organici o alle indicazioni dietetico nutrizionali. Ci si dimentica facilmente quindi della stretta correlazione corpo mente, del delicato passaggio evolutivo tipico del climaterio  e degli aspetti affettivo relazionali che ne derivano.  Durante le mie ricerche ho avuto la netta sensazione che la cessazione della capacità riproduttiva da parte della donna venga vissuta dalla società come un tabù o peggio come una malattia imbarazzante a cui porre  rimedio.  Le conseguenze di questa ottusa visione possono penalizzare il naturale succedersi degli eventi provocando nella donna vissuti di inadeguatezza,  sintomatologia moderata o severa e abbandono della propria sessualità.

“Sai che mi disse tua nonna quando mi vennero la prima volta? Ora sei una donna. E adesso cosa sono? Non mi vengono più”. [cit 50 Primavere]

La visione riduttiva “desiderabilità = fertilità” deriva da uno stereotipo ampiamente condiviso che vuole l’amore e l’incontro sessuale come fondati sul presupposto biologico, estetico, e in ultima analisi  riproduttivo. Il primato genitale dovrebbe invece  lasciare il passo a un contatto intimo che crei armonia, fiducia, coinvolgimento, vicinanza emotiva, alla riscoperta del piacere del corpo e della mente nella sua totalità. L’eccitazione è infatti  un fenomeno tanto fisico quanto mentale, si nutre di simboli, di fantasie e di relazioni. Il Passaggio dovrà essere quindi quello di modulare  la funzione generativa della sessualità a quella relazionale ed esistenziale. Non dimentichiamoci che l’organo più grande e potente attinente alla sessualità non è ne il pene ne la vagina o le ovaie, ma è il nostro cervello!

Per affrontare al meglio questo processo, base per i successivi trenta quarant’anni, dobbiamo considerare la menopausa come una condizione fisiologica naturale che fa parte del ciclo di vita della donna.

Io non sono quello che mi è successo, sono quello che ho deciso di diventare (C.G. Jung)

In altri termini, la qualità della vita in menopausa, e di conseguenza la sessualità, dipenderà al grado di appagamento che si ha con Sé stessi, allo stile di vita e ai rapporti relazionali. Come per ogni reazione psicologica, nel vissuto psicologico che si prova per essere andate in menopausa molto incide la personalità e il modo col quale si focalizza l’avvenimento; in base a questo, ci potranno essere  4 reazioni diverse:


MENOPAUSA VISSUTA COME LIBERAZIONE: Il termine della capacità riproduttiva coincide
la possibilità di non avere più a che fare con la propria sessualità, il doversi mostrare e confrontare, il dover ESSERE donna. L’inadeguatezza ha origini lontane e la cessazione del mestruo mi può autorizzare a seppellire la mia femminilità. Il bisogno sessuale è rinnegato per “giustificata causa”


MENOPAUSA VISSUTA COME ATTACCO ALLA PROPRIA FEMMINILITA’: Il dolore della perdita funzionale coincide con sentimenti di frustrazione, imbarazzo, smarrimento, rabbia. L’Altro deve starmi lontano perché soffro, la mia femminilità è ferita, mancante, non si possono più trovare punti d’incontro


MENOPAUSA VISSUTA COME AVVICINAMENTO ALLA MORTE FUNZIONALE E BIOLOGICA: Tristezza, la sensazione è quella del “non poter più fare”, si percepisce una sorta di impotenza generalizzata. Il sesso è l’ultimo dei miei problemi, vedo la fine dei miei giorni (anche se razionalmente è possibile si viva  più in menopausa che in età fertile)


MENOPAUSA VISSUTA COME  NATURALE PASSAGGIO EVOLUTIVO:  Accolgo questo cambiamento come ogni altra crisi evolutiva che nel passato ho superato, ne accetto le perdite e in “resilienza” ne posso cogliere le opportunità. La sessualità è vissuta liberamente, con appagamento e spensieratezza, c’è una maturazione nella consapevolezza di essere donna


Questi possibili scenari ci riportano alla consapevolezza che quanto non ben elaborato nel passato risulterà catalizzatore dell’evento menopausa e ne influenzerà fortemente il risultato. L’attenzione si sposta quindi sull’essere della persona, sui suoi vissuti e sulla propria identità. Più la donna è in grado di percepire appagamento dal suo ruolo professionale, amicale, sentimentale, dall’immagine che ha di sé, maggiore sarà capace di accogliere il cambiamento. Sarebbe quindi auspicabile che la donna si prepari a questo evento “per tempo”  rimodulando delicatamente  le attenzione e le modalità di accudimento da gli Altri (figli, marito, genitori) verso il proprio Sé.

Un nuovo equilibrio di coppia, tra crisi e opportunità

Una parte importante della partita “sessualità in menopausa” riguarda la relazione di coppia e la sua capacità di adattamento. In menopausa la coppia si trova in una trama di eventi che comporta la ri-contrattazione della relazione di coppia. La flessibilità o la rigidità, la fiducia e l’intimità o viceversa la sfiducia e la distanza con cui ciascuna coppia ha costruito nel tempo la propria storia giocheranno un ruolo decisivo sugli esiti di tale ri-contrattazione . La coppia dovrà riscoprire un altro modo di condividere le 3 dimensioni di un legame di coppia: sessuale, emotiva, sociale.

L’attrice di “50 primavere”  Blandine Lenoir,  durante un intervista, racconta del suo vissuto alla soglia dei 40 anni: “avevo un’angoscia profonda, una grande paura e la sensazione forte che stesse per arrivare la fine, fine di cosa non ne avevo idea – dice – e soprattutto mi sono resa conto che il mio compagno, coetaneo, non viveva assolutamente la stessa inquietudine.

Come per la gravidanza, Il partner non avrà le medesime modificazioni fisico-ormonali ma dovrà essere co-autore del cambiamento, comprendere, accogliere e reinterpretare l’intimità di coppia. Se è vero che biologicamente la diminuzione di estrogeni e progesterone e la riduzione progressiva dell’epitelio vaginale e della lubrificazione possono abbassare il desiderio sessuale, è altrettanto vero che la produzione di testosterone femminile  e la libertà (serenità di campo) dal concepimento possono aprire nuovi scenari nell’intimità dell’alcova.


Elementi Psico-Sociologici sfavorevoli (da contrastare)

  • Aspettative socio culturali, stereotipi e pregiudizi
  • Basso grado di soddisfazione auto percepita (nel ruolo sociale, affettivo, famigliare)
  • La Vergogna e l’evitamento (non mi metto nella condizione di sperimentare perché inadeguata, perché temo di essere giudicata)
  • Solitudine (vivere questa circostanza in modo isolato, senza poterne parlare o confrontarsi liberamente)
  • Stress psicologico associato al significato simbolico di menopausa
  • Stress psicologico legato a condizioni di salute propria (correlate o non correlate alla fase della menopausa) o altrui e alla fase del nido vuoto
  • Stress psicologico legate alla condizione di salute del partner o dei famigliari (es. genitori anziani)
  • Fase del nido vuoto (ruolo genitoriale che cambia o rinuncia al desiderio di maternità)
  • La presenza pregressa di problematiche sessuali o relazionali
  • La presenza di un partner con problematiche sessuali
  • L’assenza di un partner

Elementi Psico-Sociologici Favorevoli (da incentivare)

  • Relazione di coppia equilibrata
  • Utilizzo del gioco, della curiosità e del piacere di condividere le scoperte
  • Percezione di autoefficacia, soddisfazione per il ruolo sociale, relazionale, famigliare del Sé
  • Capacità di dialogo tra il proprio corpo e la propria mente (saperlo ascoltare)
  • Pratica quotidiana di attività fisica
  • Possibilità di confrontarsi, parlare, essere comprese e non sentirsi sole à antidoto per la vergogna disfunzionale
  • Autoironia e apertura mentale à antidoto per la vergogna disfunzionale
  • Evitare periodi prolungati di astinenza; l’atrofia non è un pericolo solo fisico ma anche mentale
  • Lavorare in alleanza con il proprio corpo [esercizi di Kegel]
  • Possibile utilizzo di sex-toys e articoli correlati (lubrificanti, etc)
  • Vivere liberamente e con coscienza la propria femminilità
  • Un regime di vita sano e equilibrato: il corpo ci ricorda che ora più che mai ha bisogno di attenzioni

Sia in ambito preventivo sia in seguito alla comparsa di problematiche sessuali  attinenti alla cessazione della funzionalità ovarica la donna può sentirsi parzialmente attiva nel costruire il proprio futuro intimo non solo ricorrendo alle terapie ormonali sostitutive o all’utilizzo di fitoestrogeni ma investendo sugli elementi psicologici e sociali sopra citati. Gli studi dimostrano che questo tipo di attivazione ha evidenti effetti benefici sulla vita intima e  sessuale della donna tanto da spingere alcuni autori a riconoscere nella menopausa una grande opportunità!

In ultima analisi, la bellezza della gioventù, così tanto osannata dai media e da alcune figure mediche può essere vissuta solo in modo illusorio, riappropriarsi psicologicamente del proprio corpo e della propria femminilità, accogliendo i cambiamenti, diviene invece un completarsi verso l’appagamento del Sé. La sessualità è una spinta vitale a cui non dobbiamo rinunciare!

Il fascino

è una virtù matura,

interiore, che ha lasciato l’involucro della bellezza corporea per espandersi al di la del tempo  

 

Bibliografia: 

L’invisibile in menopausa, Flavia Facco (2005), FrancoAngeli

Il grande tabù delle donne: come affrontare senza timori la menopausa, Carlo Flamigni  (2004), Saggi Mondadori

Il passaggio muto, Sheehy Gail (1993), Rizzoli

Sue Brayne: Sex, Meaning and the Menopause (Continuum Books, 2011).

Filmografia consigliata:

“50 primavere”, di Blandine Lenoir  (2017)

“è complicato”, di Nancy Meyers (2009)

Settimo cielo” , di Andreas Dresen (2008)

 

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