19 ottobre 2017

Psicoterapia Breve Focale

E’ fondamentale sviluppare modalità terapeutiche appropriate ma prendendo proprio come punto di partenza ciò che il paziente già attua per affrontare il suo disturbo, cioè la sua autoterapia. Nel processo terapeutico, prima di pensare a quale tecnica mettere in atto, cognitiva, dinamica o integrata è essenziale conoscere quindi quale sia l’autoterapia del paziente per non rischiare di darsi troppo e inutilmente da fare piuttosto che ascoltare ciò che ci sta comunicando. Questa è l’integrazione tra la nostra proposta terapeutica e l’autoterapia del paziente (Zapparoli)

 

Quale psicoterapia è meglio intraprendere?

Meglio un terapeuta psicodinamico o cognitivo comportamentale? E se provassi con l’ipnosi? O mi affido alla cara Psicoanalisi?

Oggigiorno ci troviamo di fronte ad una molteplicità di specialità cliniche che sembrano differire l’un l’altra in modo netto e marcato, allora quale scegliere?

Non vi sono approcci giusti o sbagliati, ogni teoria di riferimento deve essere adattata al paziente che ne richiede l’utilizzo. Così come gli strumenti clinici differiscono l’uno dall’altro, anche le persone che richiedono un supporto psicologico hanno esigenze, capacità, limiti differenti. Non è il paziente a doversi adattare alla terapia ma la terapia al paziente. In controtendenza agli antagonismi storici e ai dibattimenti teorici oggi si pone posto il soggetto al centro della terapia, viene così a mutarsi l’idea in cui il professionista “curi” il paziente a vantaggio di un concetto ben più articolato che riguarda il “prendersi cura” della persona che richiede un aiuto.

Si delinea così la necessità di un’integrazione teorico tecnica capace di personalizzare l’intervento clinico sulla base delle caratteristiche del paziente, riconosciuto nella sua globalità.

E’ necessario fare però una precisazione, avere un più ampio background ed un’apertura teorica da cui attingere non significa procedere a tentoni con la speranza di ottenere qualche risultato.

L’integrazione, per essere virtuosa, dovrà essere inserita all’interno di una cornice di riferimento ampiamente consolidata che risponda ai criteri di scientificità, ecologia, sicurezza ed efficacia.

  • Scientificità: rigore metodologico
  • Ecologia: i risultati ipotizzati devono poter rispettare la natura del soggetto ed essere ottenuti con il minimo costo umano possibile
  • Sicurezza: l’intervento non deve in alcun modo mettere in pericolo l’integrità del soggetto
  • Efficacia: i risultati ottenuti devono poter essere riconoscibili, replicabili, misurabili

In altre parole, lo psicoterapeuta DEVE potersi affidare ad una teoria di riferimento completa e armonica che l’orienti nel difficile compito della relazione d’aiuto. Con essa il professionista sarà in grado di riconoscere i conflitti evolutivi, i bisogni specifici del paziente, la resilienza, le resistenze al cambiamento così da formulare un preciso e personalizzato piano terapeutico d’intevento.

La mia formazione: la Psicoterapia Breve Focale Integrato

 

Cosa significa Integrato?

Concorrono alla formazione della cornice di riferimento a cui mi affido il modello Evolutivo, il modello Psicoanalitico e Dinamico ed il modello Cognitivo. Ogni teoria contribuisce alla diagnosi funzionale,  alla progettazione e alla realizzazione del trattamento, utilizzata singolarmente o in integrazione a seconda del bisogno dell’utente. Il modello si basa sulla consapevolezza che i diversi sistemi terapeutici presentano ognuno una prospettiva specifica in grado di fornire una comprensione, più ampia e profonda rispetto ad altri, di aspetti diversi dell’essere umano o dello stesso aspetto da punti di vista differenti. I singoli modelli, nella loro integrazione, sono reciprocamente  fonte di informazioni per comprendere le origini del comportamento adattativo e disturbato, dei motivi del loro permanere e dei processi di cambiamento.

Immaginiamoci le tecniche e i riferimenti teorici Dinamici e  Cognitivi, come due redini; entrambe risulteranno indispensabili per poter guidare il carro verso la via evolutiva del cambiamento.

Cosa significa Focale?

Il focus è il problema psicologico prioritario alla base del disagio dell’individuo. Il focus è la chiave d’ingresso con cui in paziente può accedere al cambiamento.
Quando ci troviamo a che fare con un disagio mentale avvertiamo una serie indefinita di problematiche che appaiono, di volta in volta, come emergenze da fronteggiare. Individuando il focus si da un ordine di priorità attraverso il quale procedere per spezzare il vortice disfunzionale e ristabilire la virtuosità già insita nell’individuo.

Il focus è fondamentale in quanto permette ad entrambi, terapeuta e paziente, di capire da dove arriva la spinta al cambiamento e quali sono le difficoltà che la ostacolano (M.C.Gislon)

Detto in altri termini: i pazienti, soprattutto quelli con un’elevata motivazione, arrivano sempre con una spinta “sana”, il problema è che spesso non riescono a mettere in pratica i desideri di cambiamento, sia perché non usano i mezzi giusti sia perché impiegano male le risorse a loro disposizione.

Cosa significa Breve?

Una menzione particolare viene data al concetto di brevità; è nell’interesse della relazione terapeutica che il clinico deve avere sempre ben in considerazione il rapporto tra Tempo ed Efficacia. Oggi gli impegni, le condizioni economiche  e il forte aumento delle richieste ambientali, gravano sulle possibilità del soggetto di prendersi cura di Sé stesso. Il modello indica come buona norma la possibilità di utilizzare le risorse interne già possedute dal paziente ristabilendo l’equilibrio perduto. La “brevità” non è un compromesso ne una richiesta ma un elezione con la quale alcuni pazienti possono affrontare il loro disagio e superare le difficoltà percepite.

Il soggetto deve essere individuato in un contesto di continuo sviluppo evolutivo nel quale si è trovato a superare un ostacolo che, in quel momento, non poteva essere superato. Nel qui e ora il paziente ha l’occasione di rimuovere l’impedimento attraverso l’uso delle risorse possedute, rinnovate o migliorate, così da riprendere naturalmente il proprio percorso di vita.

È grazie all’integrazione di questa visione evolutiva all’interno dell’approccio psicoanalitico che è possibile pensare ad una una psicoterapia breve. Se vi sono le condizioni giuste nel paziente la terapia sarà in grado di riconoscere e di rimuovere in tempi rapidi gli ostacoli che hanno impedito il naturale sviluppo dell’individuo. Ciò permetterà al paziente di diventare terapeuta di sé stesso e di continuare a sviluppare il proprio potenziale evolutivo in modo autonomo, nel qui ed ora della terapia e nel futuro avvenire.

La finalità della terapia breve è quella di aiutare il paziente ad affrontare in modo adeguato i problemi presenti e di aumentare la sua preparazione a farlo nel futuro, cioè non c’è generalmente la finalità di risolvere il problema attuale ma di aiutarlo a compiere un progresso evolutivo (C.M.Gislon)